La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto importanti novità per tutti i proprietari di casa: la completa cancellazione della TASI e il suo accorpamento con l’IMU. Dal 1 gennaio 2020 il pagamento sarà dunque uno solo: unica imposta dovuta sarà l’IMU.

Se da un lato questo vuol dire semplificare gli adempimenti, dall’altro gli effetti dell’abrogazione della TASI non sono irrilevanti per i proprietari degli immobili.

Ma è un vantaggio?

Accorpare la TASI con l’IMU si traduce infatti in uno svantaggio per quei proprietari che fino al 2019 potevano usufruire di una riduzione fino al 30% della TASI. A seconda di quanto previsto dai Comuni, tale percentuale poteva infatti essere prevista a carico dell’inquilino o dell’utilizzatore, mentre la nuova IMU è oggi interamente dovuta solo e unicamente dal proprietario dell’immobile, che quindi, alla fine, si troverà a dover pagare di più rispetto allo scorso anno.

La legge di bilancio ha dunque riscritto la normativa sull’IMU, confermandone molti aspetti, ma modificandone anche degli altri.

Vediamo quali sono le principali novità:
  • l’aliquota base passa dal 7,6 per mille all’ 8,6 per mille;
  • I Comuni hanno sempre la possibilità di prevedere un aumento di tale aliquota base, ma mentre oggi tale aumento non può superare il 10,6 per mille, con la riforma l’aliquota potrà essere aumentata fino ad arrivare all’ 11,4 per mille;
  • per le ville e le abitazioni di lusso l’aliquota passa dal 4 per mille al 5 per mille, con possibilità per i Comuni di aumentarla fino al 6 per mille o anche azzerarla del tutto;
  • come anticipato, se nel caso della TASI i Comuni potevano prevedere che fino al 30% del tributo fosse a carico del conduttore o dell’utilizzatore dell’immobile, con la nuova IMU il pagamento è dovuto interamente dal proprietario;
  • le scadenze per il pagamento sono rimaste invariate: 16 giugno per l’acconto (con versamento pari all’imposta dovuta, considerando l’aliquota dell’anno precedente) e 16 dicembre per il saldo. Per il 2020, tuttavia, la prima rata da corrispondere sarà pari alla metà di quanto versato a titolo di IMU e TASI per l’anno 2019, in attesa delle delibere comunali che dovranno essere pubblicate entro il 28 ottobre 2020.
Casa familiare assegnata

Altra novità importante da segnalare è quella che riguarda la casa familiare assegnata al coniuge a seguito di provvedimento del giudice. Fino a dicembre 2019 il coniuge che perdeva la disponibilità dell’abitazione di cui era proprietario a seguito di un provvedimento di assegnazione del giudice era esente da IMU e TASI, in quanto il suo immobile veniva equiparato ad abitazione principale. Oggi non è più così: requisito ulteriore che viene richiesto è che l’immobile venga assegnato al coniuge che sia anche affidatario dei figli. In mancanza di tale requisito, l’immobile non potrà essere equiparato ad abitazione principale e il proprietario sarà tenuto a pagare l’IMU.

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