Quartiere Garbatella: le origini

Il quartiere Garbatella a Roma, rispetto agli storici rioni come Testaccio, Trastevere o Monti, ha una storia più recente ed è quindi un quartiere più “giovane”, anche se a renderlo simile agli altri rioni romani è il suo carattere popolare.

Ma come è nato il quartiere Garbatella? Alla fine dell’ottocento quando si avviò la costruzione del polo industriale della città, con gli stabilimenti nella zona di Testaccio e Ostiense, Roma cominciò a diventare una vera metropoli industriale. Grazie al lavoro del sindaco Ernesto Nathan, vennero edificate le prime case popolari, destinate agli operai che lavoravano nelle industrie e ad un vicino porto commerciale che non venne però mai costruito.

Agli inizi del novecento il nuovo piano regolatore prevedeva la costruzione di molte altre abitazioni destinate agli operai e dunque venne scelta la zona su una collinetta a ridosso della via Ostiense chiamata Garbatella, per la costruzione di nuove case. Così nel 1920 Vittorio Emanuele III posò la prima pietra in Piazza Benedetto Brin, dove oggi sorge una lapide commemorativa, per dare vita al nuovo quartiere.

L’idea iniziale era quella di creare una borgata formata da casette singole, con annesso l’orto privato e il giardino, destinate agli artigiani e gli operai. Tutto il quartiere venne costruito in una decina di anni sul modello della città giardino, per accogliere anche le tante famiglie sfollate che arrivavano da altri quartieri come Monti. Il quartiere venne così suddiviso in lotti che ancora oggi contraddistinguono la Garbatella: tanti villini con giardino privato e alcuni edifici più grandi. Tutti costruiti con lo stile architettonico chiamato barocchetto romano, un mix di generi dalle linee sinuose, che ha reso questo quartiere rinomato dal punto vista architettonico e urbanistico.

Tipici sono anche gli ampi cortili interni negli edifici più grandi. Il verde delle piante, anche pregiate, per decorare le facciate degli edifici sempre diverse una dall’altra. A vederlo oggi il quartiere Garbatella sembra un borgo medioevale creato proprio per accogliere i suoi abitanti.

Quartiere Garbatella oggi

Oggi passeggiando tra le vie della Garbatella, quello che salta all’occhio da subito sono i toni del colore rosso dell’intonaco e dei mattoni degli edifici, che creano un gioco di luce in contrasto con il bianco delle colonne e delle finestre o dei tanti elementi decorativi. Il nero del ferro battuto delle ringhiere e dei cancelli invece si alterna al verde della vegetazione rigogliosa.

Le vie sono tortuose, piene di scalinate che si inerpicano e di piazzette molto suggestive. Famosa è la Scalinata degli Innamorati alla base della quale si trova la fontana Carlotta. In questo punto caratteristico del rione sono nati numerosi amori, per questo è una meta privilegiata dei giovani innamorati.

La Garbatella è completamente distaccata anche dal turismo e dal caos dei rioni storici romani più centrali. Se qualche decennio fa era considerato un quartiere di borgata anche malfamato, oggi al contrario è apprezzato un po’ da tutti. Dagli architetti per la sua edilizia tipica degli anni venti, dagli abitanti che ci vivono da sempre e che sono stati testimoni della sua trasformazione e poi dalle nuove generazioni che lo frequentano, anche perché è diventato nel tempo un luogo di interesse culturale. L’antico cinema-teatro popolare Palladium oggi è un rinomato centro artistico gestito dall’Università degli Studi Roma Tre, apprezzato da tutti i romani per la sua ampia programmazione, con spettacoli teatrali e concerti.

Vivere alla Garbatella

Vivere alla Garbatella oggi significa assaporare ancora quell’aria popolare e rurale che la contraddistingue. Non più borgata ma anzi uno dei quartieri più di tendenza e di una certa rilevanza artistica che per il suo carattere tipicamente popolare è stato scelto come location per la famosa fiction televisiva “I Cesaroni”. Il Bar dei Cesaroni che domina Piazza Giovanni da Triora è diventato così uno dei set televisivi più famosi a Roma.

La Garbatella è un quartiere molto ambito e vivibile. Per conoscere un po’ la Garbatella di oggi basta trascorrere una serata passeggiando tra le sue vie, per scoprire le tante sorprese che riserva. Oppure sedersi all’aperto per gustare qualche piatto tipico della cucina romana in una delle tante osterie dove magari ascoltare anche la leggenda di Carlotta, la proprietaria di un’osteria una volta benvoluta da tutti perché molto garbata nei modi e quindi soprannominata Garbata Ostella, poi abbreviato in Garbatella.

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